giùlagriglia

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L’idromele – the mead

Dicembre 5, 2008 · Lascia un Commento

L’idromele è forse la più antica bevanda alcolica che l’uomo abbia conosciuto, in voga prima che fosse introdotto nel Mediterraneo l’uso del vino. The mead is perhaps the oldest alcoholic beverage that man has known, popular before it was introduced in the Mediterranean use of wine.

Il suo nome deriva dall’unione delle due parole greche (che poi sono anche gli ingredienti) hydor (acqua) e méli (miele) che fin dai tempi più antichi rappresentavano divinità venerate e oggetto di culto. His name is a contraction of the two greek words (that are also ingredients) Hydor (water) and Méli (honey) that since ancient times and represented deities venerated object of worship.

L’ape, in particolare nel mondo celtico , trasformava il Sole in miele mentre l’acqua era vista come linfa vitale che scorreva nelle vene di Madre Terra. The bee, particularly in the Celtic world, transformed the Sun in honey and water was seen as lifeblood that flowed in the veins of Mother Earth.

Dall’unione dei due elementi ecco la sacralità della fusione di cielo e terra. By the two elements here is the sanctity of the merger of heaven and earth.

L’uso dell’idromele è pressochè rimasto intatto fino la medioevo quando era convinzione che, bevuto dopo le nozze, aiutasse gli sposi nella procreazione. The use of the mead has remained almost intact until the Middle Ages when he was convinced that, drunk after the wedding, the bride and groom help in procreation. Da qui la luna di miele. From here the honeymoon.

La ricetta è alquanto semplice e richiede praticamente solo miele, acqua e una scorza di limone. The recipe is very simple and requires virtually only honey, water and lemon rind.

Abbinamenti: sicuramente, servito freddo, è ottimo accompagnato a della buona pasticceria, soprattutto secca. Serving suggestion: surely, served cold, is excellent with a good pastry, especially dry. Scaldato favorisce la liberazione dei bronchi ed è un piccolo aiuto in caso di raffreddore. Heated favors the release of the bronchi and is a little help in the event of a cold.

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Filu ‘e ferru

Novembre 26, 2008 · Lascia un Commento

Tra le specialità tradizionali di giùlagriglia va annoverato il “filu ‘e ferru”, tipico distillato di acquavite d’origine sarda, entrata nel nostro ventaglio di bontà grazie a Giuliano.

Si tratta quindi di una grappa da gustare a fine pasto. Di consistenza molto forte e di elevata gradazione alcolica, a conclusione di un’abbondante mangiata assolve un’ottima funzione digestiva. In alcune zone della Sardegna (ad es. in Barbagia) il filu ‘e ferru è ribattezzato abbardente (acqua che arde) proprio per il suo gusto molto forte, secco, deciso.

E’ interessante conoscere l’etimologia del nome “filu ‘e ferru” (letteralmente proprio fil di ferro). La denominazione risale forse già all’ottocento quando si produceva la grappa clandestinamente. Al fine di evitare l’imposta sulla produzione degli alcolici, i sardi inventarono la strategia di nascondere sotto terra le bottiglie, le botti e tutto quanto serviva per la produzione. Per essere poi sicuri di ritrovare i nascondigli e recuperare il tutto piantavano nel terreno dei fili di ferro che spuntavano leggermente quanto bastava per vederli e riconoscere gli anfratti.

Il filu ‘e ferru che vi propone giùlagriglia (ovviamente quando ciò è possibile) è quello fatto in casa, prodotto artigianalmente. Provare per credere!

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La cedrina

Novembre 19, 2008 · 3 Commenti

La cedrina è una pianta originaria del Sudamerica (Cile, Perù) le cui foglie vengono utilizzate per produrre l’omonimo liquore.

Si tratta di un liquore simile al limoncello di facile preparazione che viene gustato alla fine di un lauto pasto. Non richiede nemmeno un invecchiamento e puo’ essere gustato poco tempo dopo essere stato filtrato.

De gustibus disputandum non est, ma il nostro consiglio è di servirlo (e berlo) molto freddo, come si farebbe con il limoncello.

Questo liquore fa parte delle proposte di giùlagriglia e puo’ essere gustato al termine delle nostre cene.

Se siete interessati a conoscere la ricetta di Gigliola (che come tutte le ricette ha un velo di mistero, un ingrdiente segreto) potete trovarla nelle nostre ricette scorrendo la pagina fino alla cedrina.

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Cibo=allegria=colori=amicizia

Novembre 18, 2008 · Lascia un Commento

Ecco alcune altre immagini secondo me molto belle che riassumono molto bene la nostra idea di mangiare in compagnia senza tante pretese e con tanta allegria e voglia di divertirsi, mangiando sano e secondo tradizione.

Foto 1): il grande Gianni alla tigelliera

Foto 2): la tavola apparecchiata con il particolare della “cunza” per i borlenghi e fornelletto per la cottura

Foto 3): antipasto-assaggio di formaggi sardi con miele e marmellate (Made by Giulio)

Foto 4): panoramica della tavernetta

Foto 5): la salsiccia

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Buona la prima!

Novembre 10, 2008 · Lascia un Commento

Venerdì si è tenuta la prova generale che, com’è tradizione dei “grandi avvenimenti”, anticipa sempre la prima…scherzi a parte è stata l’occasione perfetta per testare le nostre possibilità e verificare la nostra capacità di servire le specialità di giùlagriglia al pubblico.

Abbiamo presentato questo menu agli ospiti che nell’occasione erano costituiti dalla squadra di calcio amatoriale dell’Olimpia Vignola, non a caso scelta per la famosa voracità, più qualche caro/a amico/a.

Dicevo del menu:

  • antipasto di formaggi sardi accompagnati da miele e marmellate
  • pinzimonio misto (cipollotti, sedano, carote, pomodorini, rapanelli…)
  • assaggio di crescentine nelle tigelle con affettati misti
  • grigliata mista di carne di maiale (costaiole, pancetta, coppa, spiedini e salsiccia)
  • assaggio abbondante di porceddu cotto, ovviamente, sul momento
  • borlenghi
  • vini de “la Califonia”
  • tris di dolci fatti in casa (strudel, dolce salame, torta con marmellata e melagrana)
  • mirto bianco e rosso
  • filu e ferru
  • caffè

Abbiamo un po’ esagerato nella quantità, ma è stato un esperimento necessario per capire cosa andava e cosa no.

Complessivamente è andata bene: la carne era di ottima qualità, cotta lentamente alla brace; il porceddu ben cotto e tenero; altrettanto si puo’ dire per borlenghi e tigelle.

Ovviamente qualche spigolo da smussare c’è e, per certi versi, siamo contenti sia così perchè abbiamo il tempo e il modo di perfezionarci in vista delle cene al pubblico (si tratta davvero di poche cosucce, più che altro legate alla tempistica, assolutamente perfezionabili).

Aldilà degli aspetti meramente organizzativi, voglio sottolineare il significato più importante, che poi è il vero obbiettivo di giùlagriglia: gli ospiti hanno avuto sempre il sorriso sulle labbra dagli antipasti ai liquori a dimostrazione di come mangiare sano, bene e in compagnia, trascendendo certi aspetti esclusivamente di cornice, sia la cosa più importante. Se poi a tutto questo si aggiunge una marcata attenzione al portafogli, direi che il risultato sia raggiunto.

Mi preme ringraziare a nome di giùlagriglia tutti coloro i quali si sono offerti di partecipare all’esperimento sperando di averli presto di nuovo come ospiti di un altro grande evento enogastronomico di qualità.

Infine, un ringraziamento speciale ad Andrea che ci ha aiutato a servire ai tavoli, a Susi che ha dato una mano importante e soprattutto qualche prezioso suggerimento e, last but not least, Eleonora per gli ottimi dolci.

Il gruppo c’è, la qualità (e la quantità) anche, l’organizzazione è quasi perfetta, mancate solo Voi, i veri protagonisti di giùlgriglia: gli avventori. Vi aspettiamo!

Per prenotare: manuroli75@gmail.com

Le foto (dall’alto in basso): 1) Giulio impegnato nella cottura del porceddu 2) un vassoio di costaiole 3) Ivan alle prese con la preparazione della “cunza” per i borlenghi 4) il porceddu allo spiedo ormai cotto 5) cottura della carne sulla griglia 6) Manu all’opera con la griglia.

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Grigliata di carne

Ottobre 31, 2008 · Lascia un Commento

Può forse sembrare che cuocere la carne (in particolare quella di maiale) alla griglia sia una cosa facile e di per sè lo è se ci si sofferma al momento della cottura. Si appoggiano le salsicce sulla griglia, si girano ogni tanto e voilà! il gioco è fatto.

In realtà una buona grigliata di carne richiede una preparazione di tale impegno senza la quale la cottura non potrebbe mai essere un gioco da ragazzi.

Noi di giùlagriglia abbiamo alcune regole su questa preparazione. Innanzitutto niente carbonella già preparata, ma solo ed esclusivamente legna che viene bruciata fino a formare braci argentate per la cottura. Questa mossa comporta sicuramente un lavoro da fuochista di due/tre ore, ma il risultato è naturale come naturali e non contraffatti sono tutti i nostri prodotti enogastronomici.

Altro segreto riguarda il condimento: giùlagriglia prepara la carne di maiale il giorno prima insaporendola e lasciando che il condimento (nel nostro dialetto “aglione“) la tratti per bene ammorbidendola e insaporendola. Non è quindi carne congelata e vecchia di giorni, ma appena comprata fresca dal nostro macellaio di fiducia.

Infine la regola aurea di ogni grigliata che si rispetti: la carne viene cotta e mangiata! Non succederà mai che giùlagriglia vi presenti in tavola un vassoio di carne cotta alcune ore prima e tenuta in caldo.

Non vi resta che provare per credere. L’ambiente sarà accogliente, la carne cotta a puntino e il vino si sposerà con essa a riempirvi di piacere.

Vi aspettiamo!

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Video ufficiale del borlengo

Ottobre 23, 2008 · 5 Commenti

Questa volta noi di giùlagriglia abbiamo fatto centro! Guardate questo filmato per credere. E’ il primo video  ufficiale (disponibile anche su youtube)  dedicato al nostro immenso progetto (scusate la modestia).

A mio modesto avviso niente potrebbe rendere meglio la passione di un gruppo di amici coeso e ispirato alla realizzazione di quello che inizialmente sembrava un sogno, ma poi si sta trasformando piano piano in realtà.

Se avete 10 minuti di tempo da “perdere” date un’occhiata a questo video e capirete con quanto entusiasmo lavoreremo per voi, unendo serietà e professionalità, convinti che quella del divertimento sia comunque una componente fondamentale per riuscire al meglio in qualsiasi opera.

E’ ovvio che, al momento di fare sul serio saremo pronti e preparati. Intanto, buon divertimento e attenzione all’acquolina che vi colerà dalla bocca dopo aver visto il video!

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La prova del borlengo!

Ottobre 18, 2008 · 2 Commenti

E’ con grande piacere che annuncio l’ottimo risultato della prova generale del borlengo tenutasi ieri sera a casa di Ivan (Mastro borlengaio).

La prova consisteva nella verifica delle capacità del Mastro borlengaio di creare borlenghi che per quantità e qualità tenessero testa alle migliori tradizioni montanare modenesi. Ebbene, il risultato è stato eccellente e possiamo fin da ora annunciare che saremo presto in grado di offrire serate a base di borlenghi e crescentine nelle tigelle per le bocche e le forchette più buone in circolazione nelle nostre zone di competenza.

ESITO DELLA PROVA:

  • cunza (condimento del borlengo): ottima, profumata, saporita al punto giusto e, soprattutto, ben sminuzzata
  • colla (impasto per il borlengo): ben amalgamata e non salata in modo da permettere l’esaltazione del contrasto con la cunza
  • cottura: rapida (grazie anche al sistema a spruzzo che permette di cuocere un borlengo ogni minuto-minuto e mezzo), al punto giusto in modo da evitare la strinatura del borlengo
  • consistenza del borlengo: di regola sottile e croccante come vuole la tradizione, ma all’occorrenza anche più morbido e spesso, per soddisfare i gusti più diversi

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Il miele

Ottobre 5, 2008 · Lascia un Commento

Fornitore Ufficiale di Prodotti Tipici

Sardi..!!!! Emiliani…

GIULIANO

MOBILE 346.166.21.71

Fax – 059 76.27.59 -

EMAIL: giulianosar@libero.it

Vignola (MO)

Miele di Cardo (Cardu Pintu)

Denominazione del prodotto: Miele di Cardo di Sardegna

Sinonimi: Cardu pintu

Territorio interessato alla produzione: Tutto il territorio della Regione Sardegna

Descrizione del prodotto: Il Cardo è una pianta erbacea tipica della Sardegna che cresce in terreni incolti e fiorisce a tarda primavera. Il suo miele, raccolto dalle api nel periodo aprile – maggio, è chiaro in trasparenza, tendente all’ambrato con tonalità verdognole, dal sapore dolce ma lievemente piccante ed intenso per la presenza di ferro, dall’aroma gradevole, profumato e persistente. La cristallizzazione è normalmente fine. Curativo per gli anemici. E’ un ottimo dolcificante per il latte e la ricotta.

Miele di Corbezzolo (Melalidone Olione)

Denominazione del prodotto: Miele di Corbezzolo di Sardegna

Sinonimi: Melalidone, Olione

Territorio interessato alla produzione: Tutto il territorio della Regione Sardegna

Descrizione del prodotto: Il miele è il prodotto alimentare che le api domestiche producono dal nettare dei fiori o dalle secrezioni provenienti da parti vive di piante o che si trovano sulle stesse, che esse bottinano, trasformano, combinano con sostanze specifiche proprie, immagazzinano e lasciano maturare nei favi dell’alveare. Tale prodotto alimentare può essere fluido, denso o cristallizzato. Il miele prodotto in Sardegna è ottenuto quasi esclusivamente dal nettare dei fiori di piante spontanee (in prevalenza) o coltivate. In particolare, la Sardegna può vantare un’ampia gamma di produzioni uniflorali. (caratterizzati dalla dominanza del nettare di un’unica specie botanica), delle quali alcune tipiche della nostra regione come il miele amaro di Corbezzolo (Arbutus unedo) e quelli dolci di Asfodelo (Asphodelus microcarpus) e di Cardo (Galactites tomentosa).
In particolare il miele di corbezzolo è di colore leggermente ambrato, con tipiche sfumature grigio verdi, facilmente riconoscibile per il caratteristico aroma pungente, il profumo fresco, e per il sapore decisamente amaro, intenso e persistente. E’ raro perché il corbezzolo fiorisce da novembre a febbraio e questo rende difficile, a causa del freddo, il lavoro delle api. La cristallizzazione è fine. E’ ottimo sul pecorino e sulle sebadas, prezioso per la salute e ottimo sedativo per la tosse.
Le caratteristiche principali sono riconducibili ad alcuni parametri chimico-fisici
- tenore in zuccheri non inferiore al 65%;
- tenore in acqua non superiore al 21%;
- la materia insolubile in acqua non deve superare lo 0,1%;
- le sostanze minerali non devono essere superiori allo 0,6%;
- l’acidità non deve superare i 40 meq/Kg;
- il tenore di idrossimetilfurfurale o HMF non deve essere superiore a 40 mg/kg.
L’indice diastasico non deve essere inferiore a 8 unità Shade, fatta eccezione per alcuni mieli considerati a bassa attività diastasica in cui è ammesso un limite minimo di 3 U.D. Le caratteristiche palinologiche, utili per l’identificazione botanica e geografica del miele (PK/10 gr.= numero di granuli di polline e altri elementi figurati in 10 grammi di miele) e dalle frequenze o percentuali dei tipi pollinici rappresentati nel sedimento. Il miele deve poi rispondere a determinati requisiti organolettici di base come l’assenza di odori o sapori estranei, l’assenza di processi fermentativi in atto o di impurità in sospensione o in superficie. Le peculiarità organolettiche le sono invece conferite dall’aroma particolare, derivante dall’essenza botanica, dall’aspetto fisico e dalle caratteristiche chimiche.

Metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura: Il miele di corbezzolo in Sardegna è ottenuto per estrazione dai favi mediante centrifugazione (metodo adottato nell’apicoltura razionale che si avvale di arnie a favo mobile). Il periodo di fioritura del corbezzolo è molto tardivo (ottobre – novembre) e ciò comporta notevoli inconvenienti: il periodo di produzione risulta infatti coincidere con un’elevata umidità atmosferica per cui le api non sempre riescono ad asciugare in modo ottimale questo miele. Anche se questa peculiarità è prevista dalla legge (l’art. 2 della legge n. 753/82 eleva dal 21 al 23% il limite di umidità ammesso per questo miele) ciò non toglie che il miele di corbezzolo sia fra quelli che più facilmente sono soggetti a fermentare. Per questo fra gli apicoltori si è diffuso molto l’uso di deumidificatori che permettono di ridurre la percentuale di acqua a valori ottimali per la conservazione di questo miele. Successivamente il miele viene sottoposto a filtrazione, decantazione, maturazione prima del confezionamento e dello stoccaggio.

Miele di Agrumi (ARANCIO )

ORIGINE
Proveniente dai fiori delle diverse piante di Citrus (arancio, bergamotto, cedro, limone, mandarino), coltivate esclusivamente tra 0 e 600 metri e diffuse nelle regioni meridionali e insulari, con fioritura tra aprile e ottobre (tutto l’anno il limone, C. limon). Il miele unifloreale di agrumi è prodotto principalmente in Sardegna, Sicilia e in alcune zone della Calabria e della Basilicata.

ASPETTO DEL PRODOTTO
- Colore: Da quasi incolore a giallo paglierino nel prodotto liquido; da bianco, perlaceo fino a beige chiaro nel miele cristallizzato.
- Stato fisico: Cristallizza spontaneamente alcuni mesi dopo il raccolto.
- Odore: Caratteristico del fiore di origine, fresco, penetrante
- Sapore: Caratteristico e delicato, lievemente acidulo.

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La sagra della castagna di Zocca

Ottobre 2, 2008 · Lascia un Commento

Visto l’inizio dell’autunno segnalo a tutti i nostri amici la sagra della castagna e del marrone di Zocca.

Si svolge a Zocca (MO) per tre domeniche consecutive: il 12, il 19 e il 26 ottobre 2008.

E’ una sagra paesana ormai consolidata dalla tradizione che si svolge nel centro del paese con vendita e assaggi di prodotti culinari a base di castagne e marroni come: le mistocche, il castagnaccio, le frittelle di castagne, le caldarroste e altre ancora.

Queste ultime, tra l’altro, vengono preparate sul posto dagli “spadellatori” che le cucinano sul fuoco al centro della piazza.

Armatevi di pazienza perchè l’occasione è molto appetita e la gente si presenta molto numerosa. Preparatevi a parcheggiare un po’ lontano e a camminare un po’.

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